N come Natale

Le parole di Nabu - 02-12-21

Edited by Edoardo Balacchi

La parola di questo mese naturalmente è NATALE: le vetrine sono piene di alberi scintillanti e renne e simpatici buontemponi panciuti vestiti di rosso. Tutto scintilla, suona, sparge magia e spirito natalizio da ogni poro.

Per fortuna a gettare uno sguardo inedito su questa festa c’è anche un genio come Friedrich Dürrenmatt.

Per farlo, il grande scrittore svizzero sceglie la forma breve - anzi brevissima - grazie alla quale ci ha donato prose folgoranti nella loro nitidissima e allucinata messa a fuoco della realtà.

Comincia così, con il racconto “Natale”, la sua acuminata escursione nel mondo del microracconto:

Era Natale. Attraversavo la vasta pianura. La neve era come vetro. Faceva freddo. L’aria era morta. Non un movimento, non un suono. L’orizzonte era circolare. Nero il cielo. Morte le stelle. Sepolta ieri la luna. Non sorto il sole. Gridai. Non mi udii. Gridai ancora. Vidi un corpo disteso sulla neve. Era Gesù Bambino. Bianche e rigide le membra. L’aureola un giallo disco gelato. Presi il bambino in mano. Gli mossi su e giù le braccia. Gli sollevai le palpebre. Non aveva occhi. Io avevo fame. Mangiai l’aureola. Sapeva di pane raffermo. Gli staccai la testa con un morso. Marzapane stantio. Proseguii.”

Dürrenmatt provoca, profana, delira. Ognuno dei suoi racconti ha la stessa verve e è confezionato con la stessa crudele perfezione di un dono fatto scendere magicamente dal camino.

È troppo, persino per i lettori più allenati, è quasi inumana la sua bravura nel restringere e nel condensare: come grazie ad un prodigio alchemico, in poche righe lo sguardo dell’autore riesce ad evocare il mistero religioso della festività natalizia unendolo alle sue componenti più terrene, sino ad aprire la porta a una lettura antica, precristiana, fatta di mistero e freddo e rituali incomprensibili molto difficili da digerire.

Sospesa fra il testo sacro, la provocazione e “Chocolate Jesus” di Tom Waits, questa prova d’autore è una lettura imperdibile per prepararci alle feste con il giusto mordente.

Buone feste e…
rileggerci!

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